Napoli 27 Gennaio 2012 – Alla presenza del segretario della Fondazione dell’avvocatura napoletana per l’Alta formazione forense, nonché del direttore e dei collaboratori della scuola, si è svolto l’incontro sulla giornata della memoria e sui diritti umani fondamentali. L’insigne penalista, Avv. Luigi Iossa, si offre in una conferenza agli allievi della scuola: <<Il 27 Gennaio 1945, giungono, a distanza di poche ore, ad Auschwitz, le truppe Americane e le truppe Russe che scoprono la realtà, a noi oggi ben conosciuta, del genocidio degli Ebrei. E’ giusto che ci sia un confronto con i giovani sul tema, giacché loro scontano gli errori del passato, - ci dice l’Avv. Iossa - ma è da dire che i giovani italiani ricordano molto di più e molto meglio degli stessi giovani tedeschi e dei polacchi, che, pur essendo vicini ai luoghi delle deportazioni ed in maggioranza ebrei, risultarono ignari di quanto stesse avvenendo>>. <<Gli italiani – ci tiene a precisare – si sono positivamente distinti e sono usciti indenni da tutti i processi istituiti a loro carico>>. L’avv. Iossa, ricorda che gli Ebrei si sono distinti in campo scientifico ed economico, non essendo usurai, come si usa dire, più delle nostre attuali banche: primo esempio il genio matematico di Einstein, costretto a fuggire forse anche per sottrarsi ad essere asservito alla creazione della bomba atomica. Merita di essere citato il genio tutto germanico del giovane Nitsche, che inizia ad insegnare lingua e letteratura greca presso l’Università di Basilea, pur senza alcun titolo accademico, del cui pensiero si approprierà l’ideologia nazionalsocialista. <<Gli Ebrei sono discriminati sin dalla morte di Cristo, pur non avendo emesso contro di lui alcuna sentenza di condanna>>. “Il processo a Gesù” è stato il tema di studi condotti dagli allievi del Prof. Amarelli presso l’Università “Federico II di Napoli” e di uno studio di più recente pubblicazione, eppure <<Le fonti non bibliche – ci dice l’Avv. Iossa - si limitano alla relazione fatta da Pilato a Roma dalla quale si evince uno scarno racconto dei fatti terminato con l’acclamazione del popolo a favore di Barabba, idolo dei “terroristi” che a suo tempo erano in rivolta contro Roma. Le fonti bibliche raccontano di quando il Cristo disse: “Date a Cesare quel che è di Cesare”, frase che in quel contesto gli Ebrei non compresero né poterono accettare e si difese al cospetto del Sinedrio affermando: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”. Per comprendere la portata dirompente di tale affermazione basti pensare che tutta la filosofia greca si era spesa nella ricerca della Verità. Non essendo possibile perseguire Gesù dal punto di vista religioso, ebbe inizio il razzismo>>. L’avv. Iossa, quindi, cita l’opera di Shakespeare “Il mercante di Venezia”: quando Bassanio chiede ad Antonio 3.000 ducati per corteggiare degnamente l’amata Porzia, il garante Shylock viene tacciato di usura soltanto perché era ebreo <<e si difese affermando che era uomo che soffriva e periva come ogni altro>>, quindi i “Discorsi alla nazione tedesca” in cui Johann Gottlieb Fichte afferma la superiorità della razza ariana, germanica, per non essere stata sottoposta a dominazioni che ne hanno intaccato la purezza a differenza degli stessi francesi ed italiani, infine l’opera di Nitsche “Così parlò Zaratustra”, che, sebbene egli non pensasse ad Hitler, fu utilizzata per ringalluzzire il convincimento della superiorità germanica. <<Lo stesso Nerone fece strage dei cristiani, perché alla ricerca di un caprio espriatorio di tutte le malefatte, come tutti i dittatori>>.

Nello specifico campo del diritto abbiamo la legittimazione, senza la quale i tedeschi non vanno avanti, nella teoria della “colpa d’autore” sviluppata nel 1936, secondo la quale <<Tu non rispondi per gli atti compiuti, ma per quello che sei>>, dalla quale prese vita quel filone che sfociò nella cosiddetta “soluzione finale “ prevista da Hitler.

<<Come fu possibile uccidere sei milioni di ebrei?>> si chiede retoricamente l’Avv. Iossa <<Forse dimenticando che senza la solidarietà non possiamo andare avanti e che voi stessi in quanto avvocati avete il precipuo compito di accogliere le preoccupazioni e le speranze degli altri e farvene carico e di operare per la difesa degli altrui diritti. La nostra è l’unica professione inserita nella Carta Costituzionale per il diritto irrinunciabile alla difesa e nessuno può essere condannato all’ergastolo senza l’intervento di un avvocato! “Ad auxilium vocatus” dicevano i Romani>>.

Conclusa la conferenza tra gli applausi il Dott. Giuliano Capecelatro esibisce, mostrandolo, un reperto storico della biblioteca di Castelcapuano: il registro nel quale risulta l’annotazione amanuense della cancellazione dall’Albo degli avvocati di due membri dell’Ordine perché Ebrei, in applicazione delle leggi razziste, e la loro successiva riammissione all’esercizio della professione.

La Scuola Forense di Napoli ha vissuto una giornata unica nel suo genere, un momento di formazione inusuale e prezioso in ricordo della Shoa.

Giulio della Valle